Cuore Immacolato di Maria
Chiesa del Cuore Immacolato di Maria
in pergola
San Vito
Chesa di San Vito
c.da san vito
La struttura si presentava in origine a tre navate, ma dopo gli ingenti danni subiti dal terremoto del 1561, su iniziativa del Primicerio Don Giliberto de Ferraris, venne ricostruita con pianta sensibilmente ridotta, ad aula unica e con orientamento invertito rispetto alla struttura originaria. Anche il primicerio Andrea Rossi finanziò un restauro della chiesa nel 1735; durante questi lavori, all’ingresso della chiesa venne ricavato un vestibolo, oggi scomparso, per permettere ai viandanti ed ai pastori di ripararsi dalle intemperie senza entrare in chiesa, come “indecorosamente” avveniva in precedenza. Nel ‘700, per la festa in onore del Santo, in occasione della quale si teneva una solenne processione dalla Cattedrale, si spendevano 3 ducati per “complimenti ai sacerdoti e per trasporto di paramenti”. Secondo notizie tramandate oralmente, nel primo decennio del ‘800 presso questa chiesetta si verificò un cruento scontro armato, con decine di morti, tra un drappello di “dragoni” francesi e un gruppo di briganti filoborbonici.
San Giovanni
Fonte Antica di San Giovanni
c.da san giovanni
Di certo, tuttavia, la località fu assiduamente frequentata già in antichità, essendo quella di San Giovanni una delle due fonti che garantivano l’approvvigionamento idrico alla città. In antico, l’acqua sgorgava da sette bocche a forma di fiore stilizzato, aperte su un poderoso muro in blocchi di pietra squadrata con cornice modanata. Solo nel 1827, durante l’intervento testimoniato dalla lapide muratavi, fu costruito un nuovo muro perpendicolare al primo, con nuove bocche d’acqua ed un abbeveratoio sulla facciata esterna.
Santa Maria del Ponte
Chiesa Santa Maria del Ponte
c.da san giovanni
La chiesa di Santa Maria fu costruita nel 1593 su commissione dell’Universitas marsicense, che, passata da poco al Regio Demanio, mostrava orgogliosa tutta la sua potenza economica. L’imponente edificio religioso, costruito nei pressi di un ponte sull’Agri e dedicato a Santa Maria di Costantinopoli, inglobò una vecchia edicola su cui era dipinta una miracolosa immagine della Vergine, che aveva attivato nel tempo un consistente flusso di pellegrini. Per accogliere le centinaia di fedeli che vi si recavano, la chiesa venne costruita ad aula unica ma molto spaziosa. All’interno, un poderoso arco a tutto sesto divide l’ampia navata dal presbiterio, dove un sontuoso ciborio in pietra lavorata impreziosisce artisticamente la struttura. La cupola del ciborio venne riccamente affrescata già a fine ‘500, ma, danneggiata dall’umidità del vicino fiume Agri, venne ridipinta a fine ‘700 dal pittore Salvatore Ferrari. Sebbene l’esterno della costruzione si presenti molto sobrio, la ricercata architettura interna colloca quella di Santa Maria, tra le chiese più suggestive e affascinanti della città.
OPERE
AFFRESCHI DI SALVATORE FERRARI
L’affresco raffigurante l’Incoronazione della Vergine Maria venne realizzato nella prima metà del XVIII secolo, dal pittore Salvatore Ferrari. Secondo gli storici dell’arte, il dipinto non risulta tra i lavori più riusciti di questo artista di scuola solimenesca. L'impianto volumetrico delle figure è piuttosto forzato ed i colori, stesi con pennellate affrettate, risultano alquanto opachi. Tuttavia, esso restituisce un notevole impatto scenografico, rappresentando l'incoronazione della Vergine al centro di un vortice caotico di figure. La bianca colomba dello Spirito Santo, dipinta in un cielo di nubi dorate, funge da centro compositivo dell’opera. Cristo e Dio Padre, partecipano alla scena insieme ad una nutrita schiera di Angeli e Santi, tra i quali, procedendo in senso orario, si possono riconoscere: Sant’Anna e San Gioacchino, Sant’Orsola con una bandiera crociata, Santa Maria Maddalena col suo vaso degli unguenti, un Santo Vescovo non ben identificato, Santa Caterina di Alessandria con la testa coronata, Sant’Antonio da Padova, San Girolamo col teschio del “Memento Mori”, San Pietro con le chiavi del Paradiso, una Santa in vesti monacali e infine San Giovanni Battista con i suoi simboli iconografici. Sulle vele della cupola sono raffigurati invece i quattro Evangelisti, solo in parte ancora leggibili.



